Nuovo post. Unico post, direte voi. Ebbene sì, perchè la sottoscritta (forse in preda a qualche strana sostanza allucinogena o fungo trovato ai bordi del marciapiede) ha cancellato quelli precedenti. La storia è lunga e, visto che mi rimane ancora un pochino di amor proprio, eviterò di raccontarla. Basti sapere che li ho cancellati per sbaglio, proprio quando mi era tornata la voglia di riprendere a scrivere. E vabbè... post che vai, post che vieni.
Ricominciamo con un libro, che sto leggendo perchè contiene le stesse tematiche di quello che sto scrivendo.
Ultimamente sono passata dalla fase celtica a quella indiana per colpa di The Millionaire (di cui parlerò in un altro post), e poi di nuovo a quella celtica. Per fortuna, visto che il mio libro dovrebbe essere permeato proprio di quella cultura.
Dunque, mentre ero ferma all'autogrill vicino Norcia ho beccato questo libro, che sembrava fare proprio al caso mio: la saga si chiama "Il romanzo dei Celti" e il libro in questione è "Il regno di Conan".
Detto così, non gli davo due lire. L'ho preso solamente perchè mi sembrava un buon modo per vedere come altre persone hanno scritto di quel mondo. Ho iniziato a leggere. E mi sono fermata esattamente all'ultima pagina, dopo sei ore di autobus. Non mi veniva nemmeno da vomitare, a leggere in quelle condizioni. Quest'uomo (Mauro Raccasi, giornalista di Parma) non scrive bene. Di più. Tiene col fiato sospeso e gli occhi incollati. Descrive il mondo celtico catapultandoti a pieno dentro di esso. Ha uno stile di scrittura asciutto, elegante. Perfetto. Roba che alla fine il mio ego era sotto zero e la mia opera da rifare.
Se vi capita, leggetelo. Ovviamente deve piacervi il genere storico, infarcito di una buona dose di magia (ma non è assolutamente un fantasy, attenti).
Dal prossimo post, darò il via ad una serie di articoli sul mondo celtico e sulle sue divinità. A presto!




